La genetica spesso riserva delle sorprese.
Belle come i tuoi meravigliosi occhioni blu, di un colore che ricordo apparteneva solo ai nonni.
Brutte come la tua craniostenosi.
Una parola che non avevo mai sentito prima che la pronunciasse la tua pediatra. Mi è rimbombata nella testa per dei minuti interi, non consentendomi di ascoltare più altro.
Significa che le ossa del cranio si sono precocemente saldate tra di loro ed il cervello non ha il giusto spazio per crescere.
Significa che ti dovranno operare. Il neurochirurgo te le separerà, piccolino mio. Lo farà il 25 ottobre. Avrai 5 mesi, sarai piccolo, sì, ma forte. Lo sei, ce l'hai già dimostrato. Ho capito che hai un carattere meraviglioso, sorridente, curioso e tanto dolce. Ti ho adorato fin dal tuo primo giorno di vita perché è facile farlo, non richiede sforzi. Lo sforzo, invece, è richiesto a noi che dovremo essere forti per te, dal momento in cui ti accompagnerò in sala operatoria, al momento in cui aprirai gli occhi risvegliandoti dall'anestesia.
Intanto io prego, prego affinché tutto fili liscio, affinché arrivi presto il momento in cui ci butteremo tutto alle spalle come se fosse un vecchio ricordo, un pezzo di strada in salita che però mi sta rendendo più tenace e coraggiosa di quanto non lo fossi prima.
La sola cosa di cui sono certa che è sarò lì con te.
