martedì 15 aprile 2014

Il bello in ognuno di noi.

"...Però lei è brutta…”
“Non si dice che qualcuno è brutto - esteriormente -, ogni persona ha qualcosa di bello. Possono essere dei capelli fluenti, possono essere degli occhi profondi, può essere un bel nasino. Se guardi attentamente le persone riuscirai a scorgere in ognuno qualcosa di unico, di speciale. Dai, ora dimmi, cos’hai tu di bello?”


“Te, mamma.”
Ha sempre la capacità di lasciarmi senza parole!

venerdì 24 gennaio 2014

Marrakech: come i miei occhi l'hanno vista.

Sono stati due giorni, solo due ma davvero intensi.
Solo per noi, senza figli e senza pensieri, con i ritmi scanditi dalle NOSTRE esigenze. Me li sono goduti, mi sono goduta ogni momento...dal decollo all'atterraggio di quell'aereo che ci ha portati a Marrakech...






























lunedì 23 dicembre 2013

Piccola, grande Matilde


Che poi quattro anni, a pensarci bene, son proprio pochi.
Pochi per pretendere che tu possa razionalizzare quest'anno che si è rivelato, anche per te, così impegnativo. Anzi, forse proprio per te lo è stato ancor di più.
Hai visto nascere il tuo fratellino, Domenico, e ti sei vista portar via parecchie attenzioni, l'hai visto rimanere a casa con la tua mamma mentre tu andavi a scuola, ti sei vista sottrarre da sotto il naso innumerevoli ore di coccole di cui prima avevi l'esclusiva, hai avvertito tutta la preoccupazione e la pena dei tuoi genitori per la malattia, prima, e per l'intervento, poi, di tuo fratello. Sei stata, comunque, SEMPRE molto brava e responsabile, anche durante i giorni che ti saranno sicuramente sembrati "dell'abbandono".
Capita, alcune volte, che ti avvicini a tuo fratello e con un eccesso di "sentimento" quella tua carezza per lui diventa un pochino troppo forte. E' allora che ti guardo e cerco di scrutare i tuoi occhi nel vano tentativo di cogliere quel piccolo mondo che hai dentro, fatto sicuramente di sentimenti contrastanti tra loro e che ti auguro di riuscire a mettere in ordine per consentire sempre ai tuoi meravigliosi occhi di sorridere come solo tu sai fare.
 
 

 
Ci siamo concessi dei momenti solo con te alla casa di Babbo Natale...magia pura nei tuoi occhi.  







venerdì 6 dicembre 2013

Nella tua pancia

“mamma io voLLei ancoLa esseLe nella tua pancia”
“si stava bene lì, vero?”
“sì, al calduccio nell’acquetta e poi ti davo i calcetti…ma li sentivi tu?”
“ECCOME se li sentivo, certe pedate mi tiravi nelle costole…”
segue sbaciucchiamento con annessi abbracci e testata finale che mi riporta bruscamente sulla Terra.
Mi addormento con lei che mi dice che vorrebbe stare ancora nella mia pancia…
lo scrivo…
così, quando comincerà ad imboccare la strada della crisi adolescenziale in cui vorrà solo farmi a fettine, avrò qualche straccio di prova del suo amore per me!
 

sabato 23 novembre 2013

Si sta bene, quando si sta bene.

Si sta bene con la testa leggera, sdraiati – senza dover fare i conti con preoccupazioni e situazioni ad alto contenuto ansiogeno – su un copripiumone a pois blu.




 

Si sta davvero bene, quando si sta bene.

lunedì 28 ottobre 2013

Il nostro viaggio andata e ritorno dall'Inferno.

L'Inferno non é un luogo.
L'Inferno é uno stato dell'anima.
Ci sono stata in questi giorni. 
Ora, però, son tornata, grazie a Dio.

Ricorderò per sempre la pura angoscia che mi stritolava il cuore il giorno prima dell'intervento, l'ansia per i 4 km nel centro di Firenze fatti in due ore di auto imbottigliati nel traffico e che rischiavano di farci arrivare in ritardo per il ricovero. Ricorderò il tuo pianto mentre ti attaccavano flebo, elettrodi, saturimetri senza che capissi cosa stava succedendo; io potevo solo farti sentire la mia voce ma non spiegarti quello che ti sarebbe accaduto. E lì imparavo a conoscere la frustrazione. 
Ricorderò per sempre il momento in cui ti ho accompagnato in sala operatoria. I tuoi grandi occhioni blu si guardavano, placidi ed ignari, tutt'attorno fino a quando l'anestesista ti ha appoggiato la mascherina per la totale sulla bocca...son bastati due minuti a farteli chiudere ed ad abbandonare la presa della tua piccola manina dalla mia. Sono state due ore interminabili, papà ed io abbiamo pregato, ci siamo abbracciati ed abbiamo fatto solo ciò che potevamo: attendere. Aspettare che quella grande porta di ferro si aprisse per far uscire il neurochirurgo. Eccolo, é uscito. Sorride. BENE. Dice che l'intervento si é concluso perfettamente. Prima boccata d'ossigeno che ci arriva al cervello, comincio ad essere meno offuscata e confusa. Aspettiamo il tuo risveglio che arriva con un pianto disperato, perso, smarrito, mai sentito prima. Appena senti la mia voce ti calmi, facendomi sentire utile. Passo tutta la notte a calmare i tuoi risvegli spaventati e doloranti. Come tutte le notti, anche quella é passata. Comincia la tua ripresa: la mattina ti tolgono il catetere, le flebo, il saturimetro e tutto il bendaggio che hai in testa. Scoprono la cicatrice, lunga tutta la tua testolina. Diventerà meno gonfia, meno rossa, meno visibile. Penso a questo per cercare di non svenire. Quando, invece, hanno cercato di grattare le croste di sangue dalla ferita con una pinzetta, ecco, lí sono diventata bianca come un lenzuolo, tanto che l'infermiera mi ha accompagnato a sdraiarmi. É vero, non volevo mollare ma avrei sicuramente vomitato o sarei svenuta, ero troppo stanca, avevo l'influenza e avevo lo stomaco troppo chiuso per mangiare sufficientemente in quei giorni. Per fortuna il tuo papà é riuscito a tenerti fermo e a finire il lavoro. Siete stati bravissimi e molto forti. Tu più di tutti noi.
Quanti ricordi mi porterò dentro. Ricorderò ogni lacrima che mi é scesa sentendo piangere disperatamente le mamme nei bagni, ricorderò ogni storia che ho sentito in quell'ospedale, ricorderò ogni sorriso di speranza, ogni visino di bimbo reso paziente dalla sofferenza, bimbi così non se ne vedono in giro. 
Da oggi torno ad essere me stessa, ma non proprio uguale a prima, sento che ho aggiunto qualcosa.
Ben tornato a casa mio piccino.

giovedì 10 ottobre 2013

Occhi blu e craniostenosi.

La genetica spesso riserva delle sorprese.

Belle come i tuoi meravigliosi occhioni blu, di un colore che ricordo apparteneva solo ai nonni.
Brutte come la tua craniostenosi.

Una parola che non avevo mai sentito prima che la pronunciasse la tua pediatra. Mi è rimbombata nella testa per dei minuti interi, non consentendomi di ascoltare più altro.
Significa che le ossa del cranio si sono precocemente saldate tra di loro ed il cervello non ha il giusto spazio per crescere.
Significa che ti dovranno operare. Il neurochirurgo te le separerà, piccolino mio. Lo farà il 25 ottobre. Avrai 5 mesi, sarai piccolo, sì, ma forte. Lo sei, ce l'hai già dimostrato. Ho capito che hai un carattere meraviglioso, sorridente, curioso e tanto dolce. Ti ho adorato fin dal tuo primo giorno di vita perché è facile farlo, non richiede sforzi. Lo sforzo, invece, è richiesto a noi che dovremo essere forti per te, dal momento in cui ti accompagnerò in sala operatoria, al momento in cui aprirai gli occhi risvegliandoti dall'anestesia. 
Intanto io prego, prego affinché tutto fili liscio, affinché arrivi presto il momento in cui ci butteremo tutto alle spalle come se fosse un vecchio ricordo, un pezzo di strada in salita che però mi sta rendendo più tenace e coraggiosa di quanto non lo fossi prima.

La sola cosa di cui sono certa che è sarò lì con te.